LiberoCabaret

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Utente: LiberoCabaret
Dalla chiusura del Laboratorio Diana, nasce a Salerno una nuova realta': LiberoCabaret - Rete di Artisti ed Associazioni Culturali Indipendenti. LiberoCabaret ribadisce e sottolinea la propria autonomia professionale, artistica ed espressiva. Per informazioni: liberocabaret@tiscali.it

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mercoledì, 21 febbraio 2007

LiberoPensiero -RobertoLombardi- LaChimera

Il nostro blog ha smosso qualcosa, e non in una sola direzione, ma mi sembra ancora poco per poterlo definire un ampio specchio delle situazioni che si sono venute a creare in città dopo la chiusura dello spazio Diana. Un blog è un minestrone con dentro tanta roba, ma dico immediatamente che su una questione così delicata come quella della chiusura un po' spiccia di uno spazio sociale, fare interventi anonimi, se non giustificati e meglio argomentati, impoverisce il dibattito. E' una mia idea personale. Se chi non si firma, non chiarisce il perché di questa sua necessità e dice pure cose generiche, finisce per aggiungere solo zavorra a uno spazio, un blog, che già per sua natura può diventare dispersivo. Ero partito circa una settimana fa da Salerno dopo aver discusso con il comitato di liberocabaret una serie di interventi per dimostrare il nostro rincrescimento per il modo in cui era stato chiuso uno spazio cittadino e torno trovando una polemica in atto su Apolito. Io direi di focalizzare le questioni. Che la municipalità abbia scelto forme grossolane per imporre scelte che pure le competono, mi fa credere che ci sia sotto dell'altro, che ci siano, insomma, anche questioni private fra le parti delle quali mi sfuggono troppi aspetti; ma non si può dire che Apolito non sia quanto meno diretto, chiaro, e per nulla incantato. Insomma se è vero che Apolito è comunque figura dell'amministrazione pubblica, mi pare che confondere tutti sotto l'ombra di De Luca è davvero riconoscere troppo potere al nostro sindaco, che pure ne ha da vendere, e troppo poca autonomia al professor  Apolito -qui anche in veste di consulente-, che tiene anzi fin troppo, si potrebbe dire, alla propria autonomia di pensiero e di azione. Se continuiamo a fare i candidi, e per giunta non immuni da
veleno ideologico, prenderemo solo testate contro il muro deluchiano -diciamocelo: è un muro troppo solido. Il Laboratorio Diana ha la sua occasione per riprendersi uno spazio che si era conquistato e ha il nostro appoggio: dimostri di essere in grado di gestirlo ancora per il futuro, proponga al Comune progetti, presenti la documentazione che attesta della bontà dei suoi cinque anni di attività e non si rrigidisca. Il Comune ha il dovere e il diritto di controllare sulle attività delle associazione a cui affida spazi pubblici, non diamole il destro per dichiarare inopportune o illegittime le attività svolte dalle associazioni, reclamiamo piuttosto un controllo allargato a tutte le associazioni e a tutti gli spazi, sarà poi il dibattito fra le forze sociali -le associazioni stesse, i blog, i giornali- a controllare che chi controlla lo faccia nelle forme e nelle modalità lecite e non per i propri tornaconti. E credo che in questa battaglia Apolito possa rappresentare per noi un interlocutore valido e aperto. Altrimenti torniamo pure agli assessori che non ci dicono mai di no, sapendo che non possono dirci di sì.
Roberto Lombardi Associazione La Chimera della rete Libero Cabaret

postato da: LiberoCabaret alle ore 22:06 | link | commenti (31)
categorie: liberopensiero

Commenti
#1    22 Febbraio 2007 - 13:51
 
ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ..
è proprio cabaret questo!
utente anonimo

#2    22 Febbraio 2007 - 14:30
 
ritengo un errore pubblicare un post che non rispecchia le posizioni di tutti noi... per questo esistono i commenti! inoltre credo che ci sia una questione di fondo che non ci riguarda: non riguarda noi il rapporto che l'associazione laboratorio diana ha con le istituzioni per due motivi principali:
1) le differenze che ci sono tra i nostri modi d'agire. noi siamo una rete di associazioni culturali che si occupano principalmente di arte e cultura e che per questo cercano un dialogo con le istituzioni per portare avanti i loro progetti e per avviarne degli altri con i referenti politici ed istituzionali che ritengono validi. quello che davvero ci interessa è difendere la nostra arte e la nostra indipendenza. l'associazione laboratorio diana è un movimento politico che nasce da un'occupazione e ha dei metodi di azione diversi, condivisibili o meno dalle nostre associazioni (queste sono posizioni personali, per cui ognuno può agire secondo le proprie convinzioni) e il loro obiettivo è quello di preservare l'indipendenza e la lotta sociale che portano avanti senza compromessi. Noi cerchiamo un riconoscimento della nostra professionalità, loro rivendicano il diritto ad esistere nel dissenso.
2) Non credo che (come dici anche tu) abbiamo tutti gli elementi per mettere bocca in questa vicenda. tu addirittura non sei mai entrato nel laboratorio diana, quindi non conosci la situazione direttamente, ma solo per notizie di seconda mano. questo è pericoloso, perchè consigliare al laboratorio diana che "dimostri di essere in grado di gestirlo ancora per il futuro, proponga al Comune progetti, presenti la documentazione che attesta della bontà dei suoi cinque anni di attività e non si rrigidisca" potrebbe risultare offensivo per chi ha presentato per anni tutte le documentazioni necessarie e di fronte a questo attegiamento del comune preferisce "irrigidirsi" ed opporsi.

Credo che non sia questo lo scopo di libero cabaret. Credo che il nostro appoggio e solidarietà al laboratorio diana siano importanti, ma andare oltre questo e cercare di proporci come tramite per la mediazione con il comune sia profondamente sbagliato e irrispettoso della dignità del laboratorio diana. focalizziamo le nostre energie su una legittima indignazione sui metodi adoperati dal comune e lasciamo a chi ha gestito lo spazio le decisioni sul rapporto con le amministrazioni.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente emiliobarone

#3    22 Febbraio 2007 - 18:16
 
ottimo !
Condivo in pieno le cose scritte da Emilio.

perchè è stato messo in evidenza un riflessione che non corrisponde a quella degli altri??
utente anonimo

#4    23 Febbraio 2007 - 01:08
 
all'amico/a del post n1:
questa l'ho già sentita!
vedi quanto può far scuola, nei più diversi ambiti, una trasmissione televisiva....

cfr. Trascrizione parziale della trasmissione "Linea diretta con Vincenzo De Luca” - Lira TV, 9 febbraio 2007 nella home page di questo blog.
mariella


utente anonimo

#5    23 Febbraio 2007 - 01:15
 
Comune di Salerno
Ufficio Affari Generali

Avete 24 ore di tempo per chiudere questo Blog.

Dott.ssa Annamaria Barbato
utente anonimo

#6    23 Febbraio 2007 - 09:03
 
In tanti anni di militanza attiva e di partecipazione sociale, nonché di profondo amore per l'arte in generale e per la musica in particolare, ho sempre pensato che il rispetto per le idee e l'impegno altrui fossero il valore fondamentale dal quale partire per un percorso comune verso "un altro mondo possibile". Ma davanti a noi abbiamo ancora un lungo cammino se qualcuno pensa che con il post n.4, a palese firma falsa, si possa fare facile ironia.
Un conto è non volersi o potersi esporre con nome e cognome, un altro è voler creare problemi ai responsabili di questo blog. Evidentemente diamo fastidio a qualcuno, e non penso proprio siano le istituzioni.
Uscisse, allora, allo scoperto chi veramente vuole la chiusura di questo blog, se ha il coraggio di farlo.
Qui nessuna censura ma neanche nessuna indulgenza verso stupidità e prevaricazione.
Antonio Giordano
utente anonimo

#7    23 Febbraio 2007 - 09:07
 
errata corrige:
il messaggio precedente si riferisce al post n.5
antonio giordano
utente anonimo

#8    23 Febbraio 2007 - 10:24
 
Caro Emilio e caro nonsochi n3,
quello di Roberto è un intervento di una delle associazioni facenti parte di LiberoCabaret e come tale è chiaramente individuabile.
Se è vero che diamo spazio a tutti liberamente, vogliamo che debba chiedere il permesso proprio una delle associazioni della rete?
E' giustamente, secondo noi, in evidenza come lo sarebbe qualunque altra riflessione proposta da una realtà di LiberoCAbaret.

Provare per credere.

D'altra parte qualunque posizione comune non può essere altro che la sintesi delle diverse posizioni singole, che hanno tutte propria dignità e diritto a essere rappresentate.
Che questo difficile processo debba rimanere nel chiuso delle riunioni o formarsi anche sotto gli occhi di tutti è un bell'argomento di discussione che varrebbe la pena di aprire.

Detto questo, se "non riguarda noi il rapporto che l'associazione laboratorio diana ha con le istituzioni" perché abbiamo ritenuto ci riguardasse il rapporto che le istituzioni hanno avuto e continuano a avere con il Lab.Diana?

Trattandosi entrambe di azioni pubbliche, è legittimo esprimersi sia sull'una che sull'altra, in qualunque modo lo si ritenga opportuno: consensi, critiche, preghiere, consigli o proposte che dir si voglia.

O pensiamo che qualcuno sia intoccabile?

E' fin troppo ovvio che il Lab.Diana sia titolato a prendere le decisioni che ritene opportune, scegliendosi percorsi, interlocutori e compagni di viaggio.
E' altrettanto ovvio che è sulla base di queste scelte che può confermarsi o meno un consenso e/o un sostegno.
Fatta salva e risottoscritta la solidarietà, già a suo tempo dichiarata, per aver subito la chiusura dello spazio secondo le modalità ormai più che note, da parte nostra non c'è stata ieri e non ci sarà domani nessuna cambiale in bianco.

Non è chiaro, inoltre, il passaggio sulla mediazione: in nessun punto del suo messaggio Roberto, neanche lontanamente, propone o individua LiberoCabaret come possibile mediatore tra le parti in causa.

Tornando al tuo punto 1):
conoscendoti, immaginiamo non fosse tua intenzione, ma quello che passa è:
da una parte le "povere" associazioni culturali, che per vivere e lavorare hanno bisogno di un rapporto con le istituzioni (dalle quali aspettano addirttura un riconoscimento professionale), dall'altra il movimento politico che va avanti per la sua strada senza compromessi.

A parte il fatto che il riconoscimento di qualunque professionalità non viene da un'istituzione ma dalla qualità del prodotto proposto, l'equazione rapporto con istituzione=compromesso non è per nulla automatica.
Certo è possibile e forse anche frequente ma per niente scontata.
In sé, rapportarsi con le istituzioni è nella normalità di un vivere civile.
Se questo, poi, possa effettivamente realizzarsi in condizioni ottimali di trasparenza e pari dignità, nel rispetto delle diverse funzioni e competenze, va verificato sul campo in modo non astratto.
E' vero anche che un ruolo importante può giocarlo il singolo referente istituzionale, che però non si può liberamente scegliere essendo quello che l'istituzione stessa designa per i diversi settori di intervento.
In caso di persona aperta e competente è naturale supporre una maggiore possibilità di dialogo, ma anche questo va verificato sul campo, senza pregiudizi né illusioni.

Infine, è giusto rivendicare la specificità delle associazioni culturali, sottolineandone autonomia professionale, artistica ed espressiva, rispetto a altre forme di aggregazione, ma questo non può impedirci di discutere del resto.
In questa città viviamo, e di questa città parliamo.

Daltrocanto
utente anonimo

#9    23 Febbraio 2007 - 12:03
 
Scusate se intervengo nel vostro Blog, ma voglio esprimere un'opinione con pacatezza e rispetto. Non capisco perchè vi stiate preoccupando delle sorti del Laboratorio Diana e a che titolo, visto che è stato sgomberato ed ora riprenderà la sua strada in altre forme e con altre situazioni. Per cui vi invito a togliere l'intestazione dal Blog che dice "dopo la chiusura del Laboratorio Diana" e continuare nelle vostre attività culturali di Libero Cabaret indipendentemente. Altrimenti si potrebbe avere la sgradevole sensazione che si utilizzi una storia altrui per ottenere vantaggi propri. Va bene la solidarietà e vi ringrazio, ma ora è paradossale e un po' ridicolo porsi a "mediatori" dopo lo sgombero e senza nessuna richiesta. Io rispetto e stimo tutte le associazioni e i singoli di Libero Cabaret, che tra l'altro conosco anche personalmente, e mi auguro che facciano bene in futuro. Per quanto mi riguarda, parlo a titolo personale, possono pure prendersi l'Auditorium S.Giovanni di Dio con Paolo Apolito.
Un saluto e un augurio di buon lavoro,

Luigi Narni Mancinelli
utente anonimo

#10    23 Febbraio 2007 - 12:59
 
sembra quasi si stia parlando d'altro.
in risposta a #8:ma come abbiamo fatto, noi poveri pezzenti, ad andare avanti nel nostro lavoro di "artisti", continuando a crederci, senza aver mai avuto nè tantomeno chiesto, l'appoggio delle istituzioni. la vogliamo smettere di pensare che ci debba sempre essere una mano più forte della nostra, a sostegno di ogni passo mosso in questo misero mondo?
in risposta a #9: luigi, condividendo o meno le tue parole, la precisazione credo sia necessaria. il "dopo la chiusura del Laboratorio Diana", che citi nel tuo commento, non è che un dato di fatto, se non altro perchè, fino alla notizia dello sgombero, LiberoCabaret non esisteva affatto. si parla, poi, tanto di "libertà" (su questo blog, sul vostro sito, in questa città-paese, in queste settimane, nelle street-parade e sui giornali) ed, in risposta, per l'ennesima volta, si chiede di togliere, modificare, omettere, pretendere. non ti pare un controsenso? in secondo luogo, qui non si media per altri, semmai si lavora insieme, per il Diana, per gli spazi autogestiti, per il nostro lavoro, per tutto quello che ci sta a cuore e che, ancora una volta, viene violato.
dalù
utente anonimo

#11    23 Febbraio 2007 - 14:01
 
Il riferimento al Diana lo puoi anche tenere, ma con il rischio che accennavo, che ti vuoi appropriare in maniera parassitaria di una cosa altrui, di una lotta che è stata portata avanti in una maniera chiara. Io dico di stare attenti alle parole : chi vuole fare Libero Cabaret lo faccia, chi vuole difendere il Laboratorio Diana lo farà assieme al Laboratorio Diana. Se poi qualcuno vuole entrare nell'Auditorium S.Giovanni di Dio alle dipendenze di De Luca-Apolito, se ne assumerà la responsabilità politica di fronte a tutti.

Luigi Narni Mancinelli
utente anonimo

#12    23 Febbraio 2007 - 15:26
 
A mio avviso la vicenda LabDiana è solo la punta di una situazione che tracima. Credo, almeno io la penso così, che nessuno si vuole appropriare di niente perché nessuno ha la proprietà sugli spazi di attività culturale. La cultura o è di tutti o è di nessuno. Caro Luigi Narni Mancinelli l'auditorium è un bene comune anche se nessuno, almeno io, non ci ha mai messo piede. E' un bene comune perché contribuisce - con il tuo ma anche con il lavoro che altri svolgono lontano da te - a far crescere la città. Pregare chi ha realizzato questo blog di togliere la "bandiera" LabDiana mi sembra voler affermare un diritto di proprietà. Una proprietà che francamente io non riconosco né a te né a quanti ogni giorno sono impegnati in questo segmento della vita civile. E' come dire ad un simpatizzante di sinistra di non dire che è comunista altrimenti si assumerà il peso politico delle sue azioni. Chi poi sceglie di intercettare la linea dettata dal comune lo fa per contribuire con la propria storia e con il proprio bagaglio di esperienze a migliorare, a controllare, ad allargare le possibilità. Questa non è una guerra, non abbiamo nessun nemico da abbattere. Qui si parte dalla vostra esperienza (ma non siete gli unici. Nessuno ha fatto crociate quando l'amministrazione ha deciso di mettere fine a tante altre iniziative culturali) per fare il punto o fare quadrato, su un problema che non solo svilisce quanti operano nel campo della "cultura" ma anche e soprattutto per fare di questa città un luogo nel quale non ci si senta stranieri.
carlo
utente anonimo

#13    24 Febbraio 2007 - 10:12
 
scusate qualcuno può rispondermi?non ho ben compreso il commento n. 5 della Dott.ssa Barbato. domando:
è una MINACCIA?
Nadia D'Amico
utente anonimo

#14    24 Febbraio 2007 - 10:23
 
cara nadia, è solo qualcuno che ha voluto fare lo spiritoso, per non dire altro. non credo proprio che la signora in questione c'entri qualcosa.
mariella
utente anonimo

#15    24 Febbraio 2007 - 12:33
 
Una puntualizzazione rispetto a ciò che afferma Luigi Narni Mancinelli nei suoi commenti #9 e # 11 al post del 21/2 di Roberto Lombardi. L’Associazione Melisma (e in questo caso credo di poter parlare a nome di tutto LiberoCabaret) non intende appropriarsi della storia di nessuno. Chi vuole appropriarsi di qualcosa che non è suo si chiama ladro e noi ladri non siamo. Scusa, ma ciò che dici è anche profondamente offensivo.
Chi vuole appropriarsi di qualcosa, lo fa perché non ce l’ha. Noi una storia ce l’abbiamo già, grazie. E ne andiamo anche orgogliosi. Quest’anno compiamo dieci anni di attività, e ce ne auguriamo altri cento. Figurarsi se abbiamo bisogno di appropriarci di storie altrui.
con affetto e stima
Francesco Petti
Associazione Melisma
utente anonimo

#16    24 Febbraio 2007 - 12:35
 
non vi preoccupate dcelle battute ragazzi.....
anzi, io l'ho trovata anche divertente
francesco
utente anonimo

#17    24 Febbraio 2007 - 12:41
 
bella Francè!
Nadia
utente anonimo

#18    24 Febbraio 2007 - 13:27
 
I "parassiti" veri sono quelli che hanno sfruttato la vicenda del Lab. per dare visibilità ai loro antagonismi della domenica pomeriggio ,al loro comodo dogmatismo da intervista ,agli occhi chiusi e ai pugni alzati.
Misuriamo le parole ,i Melisma e co. sono parassiti quanto chi faceva le riunioni sulla pedana costruita (e pagata) da loro.

Peppe Frana
utente anonimo

#19    24 Febbraio 2007 - 14:08
 
Sono io, caro Francesco, che ho ritenuto offensivo il post di Lombardi sul nostro "irrigidirsi", e l'invito a presentare i progettini ad Apolito. Forse sfugge un particolare, che il Laboratorio è stato sgomberato proprio da Paolo Apolito. Per questo ho usato il termine "parassitario" ecc., perchè mi pare che qui ci si vuole prendere in giro : Apolito ti sgombera, e poi uno mi chiede di essere "ragionevole" e chiedere pietà. In questo senso ho ritenuto, a titolo personale, di vedere delle ambiguità in questa richiesta. Mi scuso per cui con le persone che si sono sentite chiamate in causa con l'accusa di voler appropriarsi della storia del Laboratorio, di cui per altro io non sono il custode. D'altra parte ritengo che vada fatta chiarezza sul fatto che non si può continuare a prenderci in giro ancora su questa storia.

Luigi Narni Mancinelli
utente anonimo

#20    24 Febbraio 2007 - 17:29
 
Cari mariella e antonio, associazione Daltrocanto (commento n.8)

Per quanto riguarda il post, che non rispecchia le posizioni di tutti, penso che sia preferibile rimandare la discussione ad una riunione interna. Non ho niente in contrario al fatto che ognuno esprima le sue idee personali su questo blog, quindi il malinteso riguarda solo un fatto tecnico.

Inoltre, sulla questione dell’intoccabilità non penso che il laboratorio diana debba essere immune dalle critiche, ma sottolineo ancora una volta la necessità di informarsi bene dei fatti prima di tutto.

Per quanto riguarda la nostra posizione di associazioni culturali, non intendevo mortificare il lavoro di nessuno. Sono convinto che le nostre associazioni facciano un lavoro importante per la città, sia che decidano di avere un rapporto con le istituzioni, sia che decidano di lavorare autonomamente. In questo vedo molte differenze nel nostro modo di impostare i rapporti sul dialogo, rispetto al muro contro muro che vuole portare avanti il laboratorio Diana. Vi ricordo che una delle motivazioni che ci ha spinto a creare questa rete è stata proprio la ricerca di un nostro modo di esprimere il dissenso, in maniera civile e ragionata, senza insulti, slogan e urla. Per quel che mi riguarda, la mia adesione a questo progetto di libero cabaret era motivata dalla difesa di uno spazio che produceva cultura, in cui alcune delle associazioni di questa rete hanno avuto la possibilità di esprimersi e partecipare alla costruzione di uno spazio libero. Adesso la situazione è cambiata e, di fronte anche agli ultimi commenti a questo nostro blog, ci viene fatta una richiesta precisa: o siete con noi secondo i nostri metodi o non occupatevi più della faccenda. In questo contesto ritengo sia doveroso da parte nostra ribadire ancora una volta e più chiaramente che noi non siamo con nessuno per partito preso. L’accusa di parassitismo mi sembra totalmente infondata (e anche vagamente offensiva come sottolinea Francesco): la nostra presa di posizione riguarda l’indignazione per dei metodi, che ci hanno spinto ad unirci per esprimere il dissenso. Non ho mai fatto altro che difendere il mio lavoro all’interno di questo spazio, con chiarezza e trasparenza. Cosa significa sfruttare questa situazione per i nostri tornaconti? Forse viene messa in discussione la nostra libertà di indignarci? Forse dobbiamo far finta di non essere mai passati per il laboratorio Diana? Che strano dover parlare di questo, piuttosto che poter affermare con forza tutti i risultati raggiunti in questo ultimo periodo di collaborazione tra l’Associazione Laboratorio Diana ed alcune delle Associazioni di Libero Cabaret! Un vero traguardo per chi ha cercato fin dall’inizio di dividerci! Ma in fondo la nostra posizione l’abbiamo presa: siamo dalla parte nostra.

Una precisazione rispetto alla mediazione: probabilmente nel mio precedente commento ho usato un termine improprio. Mi sembra chiaro da questi ultimi commenti che si fraintenda il dialogo che alcune associazioni hanno con le istituzioni. Questo dialogo non nasce dagli eventi delle ultime settimane. Per questo non ha ragione di cessare. Insinuare che noi vogliamo scendere a patti per ottenere tornaconti personali è nient’altro che una falsità.
Il mio invito a non porci come mediatori era un invito a non entrare nella questione dei rapporti tra laboratorio Diana e Comune di Salerno. Dopo il commento di Mariella e Antonio ho riflettuto a lungo su questo punto. Mi sono reso conto che la mia posizione era dettata dalla difesa delle persone (di cui ho stima e fiducia) con cui ho lavorato per un anno e mezzo in quello spazio. E in questo momento mi rendo conto che la fiducia non può essere un buon motivo per rinunciare ad esprimere delle posizioni. Adesso va bene che il laboratorio Diana prenda la sua strada secondo le sue idee, ma assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e delle critiche che generano. Per cui non si parli più di “mediazione” se questa parola genera tanti equivoci.

Per quel che mi riguarda io intendo continuare il rapporto che ho con i rappresentanti delle istituzioni che ritengo validi. In Apolito ho trovato una persona che ascolta le proposte ed è aperta al rinnovamento culturale di cui ha bisogno la città. Neanche al suo progetto dò un’adesione incondizionata, neanche a lui ho mai risparmiato le critiche. Ma nonostante questo c’è un livello di dialogo, di ascolto e di progettualità che mi pare un buon punto di partenza per parlare di cultura.
Luigi scrive
“Forse sfugge un particolare, che il Laboratorio è stato sgomberato proprio da Paolo Apolito.”
io ritengo che il coinvolgimento diretto di Paolo Apolito nello sgombero del Diana sia un errore. Mi pare chiaro che la volontà politica dietro questa decisione sia da attribuire al sindaco. Nonostante questo io mi sento di criticare la sua posizione ugualmente: da responsabile per le politiche giovanili, avrebbe dovuto fare un censimento delle realtà che cercano faticosamente di portare avanti i propri progetti, e tra queste realtà avrebbe dovuto incontrare e conoscere l’attività del laboratorio diana prima dello sgombero. A prescindere da valutazioni di legittimità sull’uso dello spazio, bisogna conoscere le realtà di fatto e difendere le esperienze valide. Ma da qui ad attribuire tutte le responsabilità dello sgombero a lui mi sembra eccessivo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente emiliobarone

#21    01 Marzo 2007 - 23:45
 
La "cultura" non può essere interpretata da effimeri amministratori della cosa pubblica che si inventano organizzatori teatrali e che espongono al rischio del ridicolo artisti e professionisti che vi partecipano.
Invito tutti a pensare e riflettere su iniziative come "La fiera della creatività" che altro non fanno se non propagandare modelli sbagliati di apertura della città all'arte e al teatro. L'organizzazione logistica stessa della fiera, la scelta degli spazi, il pressapochismo con cui è stata condotta, non fanno che confermare la falsità e la mancanza di attenzione delle istituzioni salernitane sul disagio che questa città produce e sui modi con cui lo riproduce.
CREATIVITA':
AFFOGARE NELLE NOSTRE LIBERTA'
utente anonimo

#22    02 Marzo 2007 - 00:53
 
la notte è fonda....mi si chiudono gli occhi...ho un libro tra le mani....vi ho letto un pò di mail...ma avete fatto un blog per scriverci dei fatti vostri o per parlare di iniziative che coinvolgono tutta la città? buona notte!
utente anonimo

#23    02 Marzo 2007 - 00:57
 
la notte è tarda.....
mi si chiudono gli occhi...ho letto un pò delle vostre mail....
ma avete fatto un blog per scriverci solo dei fatti vostri??'
e finisce sempre così qua...uffààà buona notte
utente anonimo

#24    02 Marzo 2007 - 20:15
 

Lavori in corso. Luoghi ed iniziative per la creatività giovanile a Salerno

Conferenza Stampa del Sindaco De Luca e del Consulente Politiche giovanili Paolo Apolito: Palazzo di Città, 5 marzo ore 10.30



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Nel corso di una conferenza stampa convocata per lunedì 5 marzo alle ore 10.30 presso il Salone del Gonfalone del Palazzo di Città del Comune di Salerno, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ed il Consulente Politiche giovanili dell’Amministrazione comunale Paolo Apolito illustreranno i lavori ed i programmi dedicati ai luoghi ed alle iniziative per la creatività giovanile.

Salerrno 2 marzo 2007 Addetto Stampa

utente anonimo

#25    05 Marzo 2007 - 23:00
 
Volevo solo "rivelarvi" che la situazione si sta smuovendo o almeno si sta facendo qualcosa per ottenere un nuovo spazio sociale a Salerno. Non essendo professionisti in qualcosa di specifico, mi farebbe piacere organizzare un incontro con le realtà interessate per visionare i progetti, del Diana, già esistenti(rimarrete sorpresi dal vedere quanti Laboratori possibili) e cogliere l'occasione per dare un tocco in più al progetto intero e discutere della situazione...sicuramente una mano ci farebbe comodo. Per quanto riguarda il dibattito attuale, penso che una nuova fase sia iniziata, dall'attacco all'amministrazione si è passati alla nascita di una nuova entità pronta a costruire una prospettiva non mercificata e soprattutto in grado di creare dei laboratori continui, in evoluzione, piuttosto che qualche fiera o festival della cretinità (con il finanziamento di milioni di euro si fanno le fiere, con pochi soldi si fa un laboratorio permanente per 365 giorni...questo è il dato più scandaloso). Chi pensa che Apolito sia lo scoglio culturale per salvare Salerno dalla barbaria, penso sbagli alla grande, chi c'ha a che fare per motivi di lavoro merita il mio rispetto a patto che sia chiaro che, una cosa è la cultura ed una cosa è il lavoro: culturalmente l'uomo è libero di esprimere il suo sdegno per quello che è successo al Diana e che continua a succedere per Salerno, se però c'è di mezzo il lavoro tanti bei discorsi, per dignità, sarebbe meglio non farli. Capisco chi ha dovuto fare una scelta e la rispetto e penso che se riusciremo ad ottenere un nuovo spazio la porta sarà sempre aperta a tutti voi. Siate voi i soggetti culturali in grado di risollevare la città, non le marionette di un sindaco che ancora si deve far processare per corruzione e di un antropologo, che per quanto possa essere bravo(?), non ha capito cos'è la socialità e la cultura dal basso...e sta perdendo la bussola...P.S. fatevi pagare per quello che fate, non credete alla storia del grande capannone culturale...i soldi a Salerno li danno ai camorristi...cyp-riot
utente anonimo

#26    05 Marzo 2007 - 23:16
 
post #25 scrive Lambros, dispiaciuto della violenza usata nella città (non quella degli attivisti, ma degli affaristi)...ragazzi svegliatevi quando l'amministrazione è illegale come fa a parlare di legalità e cultura...quasi quasi mi sento legittimato ad essere illegale, sarei più legalitario. A presto
utente anonimo

#27    06 Marzo 2007 - 23:32
 

Stavo cercando il sito dei creativi, ma ho visto che è ancora in costruzione...Quindi ho cercato su google ed ho trovato quest'altro : www.lacittadeibabba.splinder.com
utente anonimo

#28    07 Marzo 2007 - 17:26
 
Laboratorio permanente: bella espressione usata nel post 25. Laboratorio permanente che ci permetta di esprimere il disagio, i sentimenti che ci piace comunicare e le insoddisfazioni che prendono forma di Arte......e che le forme non vadano incontro alla politica di questa o quella amministrazione non è una novità.
Non vedo l'attenzione di questa città ad una crescita sostenibuile da tanto, troppo tempo.
Ma il laboratorio permanente, si!
Su di noi l'hanno già sperimentato, Laboratorio di giovani soggetti straniati, delusi dalla visione dei meccanismi che si ripetono, pronti alla flessibilità intellettuale, senza la prospettiva di un cambiamento di modi e metodi della gestione della cosa pubblica. Le sperimentazioni in questa città si sono fatte sempre sulla nostra pelle, e quello che esce fuori siamo noi, soggetti ibridi di questo contesto storico, il risultato di decisioni che noi non abbiamo preso, il risultato di quello che abbiamo trovato, che quelli prima di noi ci hanno lasciato.
utente anonimo

#29    07 Marzo 2007 - 17:46
 
“E’ questo forse un posto per esseri umani, questa insinuazione di lusso e ori, la pompa di queste scale, l’ingannevole grandiosità di questo candelabro, questo moderno teatro un’opera d’arte? O architettura dei potentati! O puzza di denaro! E’ qui che ha volato l’Uccello dello Spazio? Dove sono i facchini, gli operai tessili, i meccanici? Non ci sono contadini qui, nessuno di coloro che costruirono questo edificio, nessuno che abbia coltivato alimentari, qui non ci sono neri, nessuno che pulisca le fogne, nessuno che cucia nei laboratori. Per chi è questo palazzo? Dov’è il popolo? Che cosa si fa qua dentro che non li riguarda? Il tappeto è fatto per pallidi piedi patrizi, le poltrone procurano una comodità che aliena all’azione, che ostacola la partecipazione, che indulge alla passività del corpo. Muri di separazione! O possa questa nostra sonora arringa far tremare e cadere i muri, crollare prigioni, abbattere le fortezze della falsa industria, e tutte le case di divisione. Unità. La si ha, quando le persone stanno insieme e non si mettono una contro l’altra, esiste quell’armonia che dissipa la disperazione, estende l’essere e rende possibili tutte le speranze più impossibili. Quando mi siedo nella poltrona di velluto, circondato da fibre acetiche, se una persona grida, se un uomo muore è solo un’interruzione. Non sono preparato a reagire alla vita. Osservo soltanto. Circondato da gelidi compagni in un’atmosfera d’inganno, siedo nella fastosità. Son venuto qui per morire congelato? Come posso prorompere in emozioni? Investito di una regalità di rayon. Come posso trascendere in un ambiente di velluto, come posso trovare la chiave nell’oscurità di questa sala? Solo sognando. Ma questo sogno è menzogna, non sento nulla. E’ tutto menzogna, non ho carne, sono essenzialmente asessuato. E tutto avviene a causa della mia presenza qui.”……..
“Si entra nel teatro attraverso il mondo, mondo che è sacro, mondo che è imperfetto, si entra nel teatro attraverso la consapevolezza di una bruttezza indistruttibile. La bruttezza della vita. Si abbraccia questa bruttezza e si dimentica ciò che è bello. […] Non vorrei dare pièces di dolore, di problemi, di idee difficili, ma di gioia, piacere, riso, esultanza, non risate crudeli, niente satira, ma gioia. Ma è faticoso provare gioia, e quindi ancora più faticoso conoscere la gioia, quando si è pallidi e il mondo è estraneo e moribondo. Desiderio di un teatro diverso, che valga ciò che siamo realmente, speranza che il teatro cambierà, ma quel che vogliamo davvero è cambiare noi stessi, cambiare tutti insieme, e che cambiando cambi il mondo
(J.Beck, La vita del teatro)
utente anonimo

#30    07 Marzo 2007 - 18:41
 
L'autoritarismo ha bisogno di obbedienza,
la democrazia di DISOBBEDIENZA

ciccio
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#31    07 Marzo 2007 - 18:41
 
Se fossimo in grado di individuare i fattori socio-culturali favorevoli, forse potremmo suggerire quei cambiamenti che potrebbero promuovere la creatività ed innescare un processo che agisca sull’individuo
utente anonimo

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