LiberoCabaret

Liberi di Pensare... di Essere... di Volare... (e magari pure di Lavorare...)

Chi sono

Utente: LiberoCabaret
Dalla chiusura del Laboratorio Diana, nasce a Salerno una nuova realta': LiberoCabaret - Rete di Artisti ed Associazioni Culturali Indipendenti. LiberoCabaret ribadisce e sottolinea la propria autonomia professionale, artistica ed espressiva. Per informazioni: liberocabaret@tiscali.it

Archivio

oggi
--- 2007 ---

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 17 febbraio 2007

LiberoInvito a LiberoCommento

LiberoCabaret ringrazia i commentatori, , i critici, i sostenitori via mail, i curiosi, che nei pochi giorni di vita di questo blog ci hanno regalato spunti di riflessione.

In particolare due commenti ai precedenti post sembrano a chi scrive degli spunti di approfondimento "polposi" e appetitosi: oltretutto come noterete il secondo prende spunto dal primo...per questo li ricopiamo qui, uno dopo l'altro,invitando gli avventori a un nuovo LiberoCommento.

 -+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-

Caro Libero Cabaret

Voi siete sconcertati dalle affermazioni del sindaco nella trasmissione del 9 febbraio 2007.

Io invece sono sconcertato dall’interesse dei “media”cittadini per lo spazio che stanno dando a questa vicenda.
Che succede?? !!!
Non hanno proprio cosa proporre ai propri lettori e/o ascoltatori ????

Sento parlare, in modo più o meno serio, di Spazi Culturali, di Politiche culturali ,Politiche giovanili….Che paroloni !!! Può essere che sia un argomento che interessi a qualcuno??
Ma che cos’è roba che se magna???
Questo l’interrogativo che si leggeva negli occhi spaventati dell’ignaro passante, intervistato mentre era intento nello shopping al corso, che per non sembrare impreparato diceva che ce ne sarebbero voluti di più.
DI PIU’?????
Peccato che chi scrive e/o parla sull’argomento non ha una grande visione di quello che c’è o c’è stato in città, l’autorevole giornalista/opinionista di turno che vive, diciamo, a pastena non conosce le realtà del centro e viceversa e non esce dal suo piccolissimo angolo di visualizzazione legato al suo campo di interesse.

Ma quanti e quali sono gli “incubatori culturali” in questa città ??
Si è mai fatta una ricognizione degli spazi che propongono “Cultura” in questo cazzo di paese, e sottolineo paese e non città, e tra questi, quanti usufruiscono di locali e risorse economiche pubbliche, e per fare cosa ? Con quale frequenza? Per Chi?

Certo, anche su questo c’è da magnare altrimenti come spieghereste che sulla carta l’Ente Locale investe tanti soldi ?

A guardare i bilanci del Comune, anche quelli di previsione per il 2007, si direbbe che viviamo in un posto in cui le attività culturali fervono e sono tra gli interessi primari , ma come mai non c’è un assessorato alla cultura?

Scusate, dimenticavo, la cultura è così importante per il sindaco che ha tenuto per sé la delega.

Non poteva esserci persona di più alto spessore di lui in città per trattare l’argomento, questo traspare dal linguaggio e dai riferimenti culturali che usa nelle sue estenazioni televisive che, bontà sua, ci regala gratis settimanalmente (se fossi in lui pretenderei un biglietto per assistervi).

Questo è il livello cittadino, livello al quale non ci siamo mai arresi noi “ Wande Osiris e reduci e combattenti sotto i sessanta” , contiamo sulla vostra r-esistenza per aprire nuove finestre, far entrare luce ed aria fresca in questa buia e angusta stanza.

----------------------------------------

 Ho letto con attenzione il commento (n°3) lasciato nel blog. In quelle parole c'è una parte significativa della verità almeno nella parte relativa alla spesa per attività culturali e cosa si intende per attività culturali.
Poi per essere, come mi è solito, polemico aggiungo: Quando al Palazzo c'era anche una parte significativa della "sinistra radicale" alla quale abbiamo chiesto conto di certe cose, domanda: Ma la "sinistra radicale" (che oggi scende in strada indignata) dove era? Con tutto il rispetto e la stima per tutti, ma mi sembra un po' tardivo indignarsi ora di cose che già da tempo ci indignavano.
Sono dalla parte delle associazioni che hanno firmato questo blog perché come sempre amo stare dalla parte di chi ci rimette ora e sempre. Come non riesco ad essere contro chi sostiene che l'auditorium era stato ridotto in una latrina. Se vogliamo combattere i metodi poco ortodossi utilizzati dall'amministrazione è necessario, fondamentale direi, darci una disciplina che sia inattaccabile e soprattutto produrre "ricchezza" intellettuale e aggregativa (anche senza attendere che un Ente pubblico ci dia i soldi per fare cose..). In buona sostanza bisogna offrire una reale alternativa, non solo agli "alternativi" ma a chiunque.
Il capitolo Apolito poi, merita la stesura di un libro. Quando il “maestro” parla ai suoi alunni con fascinazione delle feste “cafone” che si consumavano nella nostra regione e alle quali conduceva i suoi fans sfegatati a sbronzarsi e fumare, ora dovrebbe riuscire a spiegare per quale motivo la Fiera del Crocifisso (cancellata dal palinsesto salernitano) è meno cafona delle altre feste di tradizione popolare.
Con ossequi carlo

-------------------------------------

 

 

postato da: LiberoCabaret alle ore 19:03 | link | commenti (5)
categorie: liberopensiero

Commenti
#1    17 Febbraio 2007 - 20:26
 
A proposito della fiera del crocifsso citata nel post di Carlo.
Riesco pure a capire la logica dello sfratto del Lab.Diana, ma sfrattare anche il grande mercato dei venerdì di marzo, le castagne del prete dell'avellinese, i venditori di piatti calabresi, i mille inutili gadget degli ambulanti napoletani mi sembra davvero troppo...
Sarà pure un'invasione di "stranieri" ma i salernitani ci sono affezionati, e non poco.
Meno male che dal sito di TV Oggi leggo: "Tanto tuonò che alla fine la delibera a palazzo di città è stata tirata di nuovo fuori dal cassetto anche se non è stata ancora varata. L’amministrazione comunale di Salerno fa marcia indietro ed assicura che la Fiera del Crocifisso quest’anno si farà, o almeno questa è l’intenzione" infatti, continua l'articolo (http://www.tvoggisalerno.it/mostra.asp?cod_news=1984) , solo lunedì prossimo, al rientro del sindaco "si deciderà, nel bene e nel male, il futuro della Fiera del Crocifisso".
Di nuovo mi chiedo a chi si rivolge questa amministrazione, per chi investe, per chi progetta il futuro, chi ha diritto di cittadinanza?
Non vanno bene i "troppo alternativi", ma neanche i "troppo popolari".
E' la normalizzazione della media - media borghesia, media intelligenza, medio impegno, media creatività - verso la mediocrià definitiva.
Marì
utente anonimo

#2    18 Febbraio 2007 - 16:56
 
Due tre cose delle quali sarebbe interessante riflettere.
Il contenitore Centro Storico. Millenovecento ottanta, terremoto. Giù le case nella provincia, giù le case nel cuore antico della città. Morti e feriti ma soprattutto obiettivo ricostruzione. Tralasciando la “danza” dei finanziamenti finiti in tasca un po’ qua e un po’ là, ma soprattutto finiti! Bisognava inventarsi una motivazione d’investimento economico. L’interesse per il Mattone, si sa, è sempre stato uno dei motori del capitalismo spicciolo. Per questo, mettersi in affare con i “cemintificatori” sarebbe stato un modo per non sbagliare e per regalare alla città un nuovo abito. Si chiamava, e si chiama ancora, perequazione. Cos è? Io ti faccio fare una serie di alloggi e tu mi costruisci due o tre piazzette, io ci metto le fontane e tu gli alberelli, tu giochi a pallone e io te lo buco. Con questo principio io ti do tu mi dai essi se lo prendono, il cuore antico della città è stato riportato all’attuale “splendore”. La motivazione l’ha suggerita un ex sindacalista e si chiamava liberalizzazione. Molto tempo prima che Bersani pensasse alla “lenzuolata” qualcuno aveva scavalcato le regole e aveva “regalato” licenze commerciali (A, B e qualche C). Venghino signori venghino! Camerieri, cuochi, baristi, avvocati rampanti e qualche cialtrone hanno modellato prima la Movida, poi il Divertimentificio, poi L’alcolificio e chi più ne ha ne metta. Funghi! Come muschio sul presepe i locali illuminarono il centro, spopolarono il corso Vittorio Emanale (soprattutto dopo la chiusura dei cinema) e offrirono una striscia di terra sacra dove tutto era permesso a due passi dalla Questura. Esplose il fenomeno. Arrivarono i lampioni, i san pietrini e sparirono molti basoli di pietra lavica (peccato!). In un contenitore del genere invece di concentrare il cuore “direzionale” della città (uffici e quant’altro) la “perequazione” esigeva il suo tornaconto. Come? Con case che arrivarono a costare cifre da capo giro. Un affare spettacolare. Commercianti, possidenti, professionisti e qualche autoctono iniziarono ad abitare “grattaponi” bui ma costosissimi e la scena cambiò. “Troppo baccano”, “troppo alcool”, insomma tutto sembrava troppo: la musica, le risate. Tanto che qualcuno si domandava: “ma sono uscito a bere qualcosa? O sono venuto a messa?”. Anche i carabinieri che ti fermavano alle tre del mattino ti chiedevano: “cosa fa lei in giro a quest’ora?” e tu eri lì a domandarti che forse c’era stata una invasione aliena e io me l’ero persa perché discutevo al Cercopiteco di matematica e fisica. Insomma quello che giustificò il tutto ora deve sparire, necessariamente essere convertito in leziosi ristorantini dove alle 22 massimo si chiude con buona pace di tutti. Bella idea.
Il nuovo tribunale. Giudici e magistrati costretti a lavorare per anni in luoghi che gridano essi stessi giustizia. Gli avvocati non fanno testo. A Salerno sono tutti avvocati e volendo costruire uno spazio per loro non basterebbe nemmeno l’Arechi. E poi gli avvocati aprono bar in città e a Roma, e danno lezioni di vita a tutti, e poi vengono indagati, e poi vanno in galera, e poi escono, e poi che ci vuole a fare un caffe “con la ricetta di cicirinella”. Il nuovo tribunale lo hanno messo proprio nel centro della città. Perché? Un po’ perché quale avvocato non voleva cambiare studio, fa troppo chic fare la spola tra Natella e Beatrice e le aule e semmai acquistare una giacca da Brancaccio e una cravatta da Mucciolo. Ma c’è anche chi avrebbe dovuto rivalutare un bel pacchetto di Mattoni. E poi i terreni di fronte al Gs non erano delle persone giuste. Non si può fare. In una città in espansione, il tribunale va’ messo nel centro con una bella torre a scacchi per gli amanti della poleposition.
Ed ora? Ed ora possiamo parlare della vicenda Ostaglio. Bloccata, forse per la prima volta, da una originale messa a punto dei media che tutti in coro gridarono allo scandalo. Gli stessi media che sfilarono per avere uno spazio per il LabDiana ed evitare che l’ex cinema pornografico andasse in mano dei soliti “teatranti”. Ma alla fine i teatranti hanno avuto uno spazio ancora più bello ed il resto, compresi gli intellettuali, se lo sono preso in saccoccia. Altra manovra di perequazione. In quel caso pero, per fare un corso di teatro devi avere lo stesso cognome di chi se l’è fatto finanziare. Alla fine, vedete, anche Apolito sarà funzionale alle logiche del Mattone. Gli faranno fare le sue fiere con i “cardoni” (cfr. Totò) di turno e saremo tutti più tranquilli. Pure De Luca sarà contento soprattutto quando i figli organizzano capodanni nei capannoni con decine e decine e decine di amici…ma lo fanno lontano dagli occhi, e con buona pace, lontano dal cuore. In questa città si è perso proprio il cuore. Pure i salernitani veraci. Quelli che hanno passato una vita a Largo Dogana Reggia, o nei Barbuti, o nelle Fornelle. Io ricordo con passione la prima elezione di De Luca. Ricordo una persona a me cara e grande artista ( a Salerno ha regalato Pinocchio). Eravano nel centro sociale a Pastena, si festeggiava e lui che mi aveva visto crescere mi intravide e con gli occhi pieni di gioia mi disse: abbiamo vinto! Abbiamo vinto!. Eravamo contenti. Si cambiava. Uscivamo dal buio della Dc, dei Socialisti contiani, e svoltavamo a sinistra. Io voglio continuare a sentire quella persona a me cara: Abbiamo vinto! Perché è vero che abbiamo vinto e vinceremo comunque e sempre perché con le persone vere noi non abbiamo bisogno di fare nessuna perequazione. E questa città ritrovarsi tra persone così è già una bella vittoria.
Noi siamo quelli che quando hanno bisogno ci cercano. Noi siamo quelli che quando non hanno più bisogno ci scaricano. Noi siamo gli stessi che ogni giorno possiamo fare molto di più di quello che loro immaginano. Noi siamo quelli che stiamo a sinistra e ci saremo sempre. Senza guerre personali e senza la necessità di fiancheggiare la “sinistra radicale”. Ora sarebbe il caso di fare uscire in città un bel manifesto con tutti i nomi: i buoni e i cattivi, senza commenti.
carlo
utente anonimo

#3    21 Febbraio 2007 - 15:55
 
c'è qualche problema di impaginazione del template... non riesco a leggere nulla :(((
utente anonimo

#4    23 Febbraio 2007 - 01:20
 
Comune di Salerno
Ufficio Affari Generali

Avete 24 ore di tempo per chiudere questo Blog

Dott.ssa Annamaria Barbato
utente anonimo

#5    23 Febbraio 2007 - 09:02
 
In tanti anni di militanza attiva e di partecipazione sociale, nonché di profondo amore per l'arte in generale e per la musica in particolare, ho sempre pensato che il rispetto per le idee e l'impegno altrui fossero il valore fondamentale dal quale partire per un percorso comune verso "un altro mondo possibile". Ma davanti a noi abbiamo ancora un lungo cammino se qualcuno pensa che con il post n.4, a palese firma falsa, si possa fare facile ironia.
Un conto è non volersi o potersi esporre con nome e cognome, un altro è voler creare problemi ai responsabili di questo blog. Evidentemente diamo fastidio a qualcuno, e non penso proprio siano le istituzioni.
Uscisse, allora, allo scoperto chi veramente vuole la chiusura di questo blog, se ha il coraggio di farlo.
Qui nessuna censura ma neanche nessuna indulgenza verso stupidità e prevaricazione.
Antonio Giordano

utente anonimo

Commenti