LiberoCabaret ringrazia i commentatori, , i critici, i sostenitori via mail, i curiosi, che nei pochi giorni di vita di questo blog ci hanno regalato spunti di riflessione.
In particolare due commenti ai precedenti post sembrano a chi scrive degli spunti di approfondimento "polposi" e appetitosi: oltretutto come noterete il secondo prende spunto dal primo...per questo li ricopiamo qui, uno dopo l'altro,invitando gli avventori a un nuovo LiberoCommento.
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Caro Libero Cabaret
Voi siete sconcertati dalle affermazioni del sindaco nella trasmissione del 9 febbraio 2007.
Io invece sono sconcertato dall’interesse dei “media”cittadini per lo spazio che stanno dando a questa vicenda.
Che succede?? !!!
Non hanno proprio cosa proporre ai propri lettori e/o ascoltatori ????
Sento parlare, in modo più o meno serio, di Spazi Culturali, di Politiche culturali ,Politiche giovanili….Che paroloni !!! Può essere che sia un argomento che interessi a qualcuno??
Ma che cos’è roba che se magna???
Questo l’interrogativo che si leggeva negli occhi spaventati dell’ignaro passante, intervistato mentre era intento nello shopping al corso, che per non sembrare impreparato diceva che ce ne sarebbero voluti di più.
DI PIU’?????
Peccato che chi scrive e/o parla sull’argomento non ha una grande visione di quello che c’è o c’è stato in città, l’autorevole giornalista/opinionista di turno che vive, diciamo, a pastena non conosce le realtà del centro e viceversa e non esce dal suo piccolissimo angolo di visualizzazione legato al suo campo di interesse.
Ma quanti e quali sono gli “incubatori culturali” in questa città ??
Si è mai fatta una ricognizione degli spazi che propongono “Cultura” in questo cazzo di paese, e sottolineo paese e non città, e tra questi, quanti usufruiscono di locali e risorse economiche pubbliche, e per fare cosa ? Con quale frequenza? Per Chi?
Certo, anche su questo c’è da magnare altrimenti come spieghereste che sulla carta l’Ente Locale investe tanti soldi ?
A guardare i bilanci del Comune, anche quelli di previsione per il 2007, si direbbe che viviamo in un posto in cui le attività culturali fervono e sono tra gli interessi primari , ma come mai non c’è un assessorato alla cultura?
Scusate, dimenticavo, la cultura è così importante per il sindaco che ha tenuto per sé la delega.
Non poteva esserci persona di più alto spessore di lui in città per trattare l’argomento, questo traspare dal linguaggio e dai riferimenti culturali che usa nelle sue estenazioni televisive che, bontà sua, ci regala gratis settimanalmente (se fossi in lui pretenderei un biglietto per assistervi).
Questo è il livello cittadino, livello al quale non ci siamo mai arresi noi “ Wande Osiris e reduci e combattenti sotto i sessanta” , contiamo sulla vostra r-esistenza per aprire nuove finestre, far entrare luce ed aria fresca in questa buia e angusta stanza.
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Ho letto con attenzione il commento (n°3) lasciato nel blog. In quelle parole c'è una parte significativa della verità almeno nella parte relativa alla spesa per attività culturali e cosa si intende per attività culturali.
Poi per essere, come mi è solito, polemico aggiungo: Quando al Palazzo c'era anche una parte significativa della "sinistra radicale" alla quale abbiamo chiesto conto di certe cose, domanda: Ma la "sinistra radicale" (che oggi scende in strada indignata) dove era? Con tutto il rispetto e la stima per tutti, ma mi sembra un po' tardivo indignarsi ora di cose che già da tempo ci indignavano.
Sono dalla parte delle associazioni che hanno firmato questo blog perché come sempre amo stare dalla parte di chi ci rimette ora e sempre. Come non riesco ad essere contro chi sostiene che l'auditorium era stato ridotto in una latrina. Se vogliamo combattere i metodi poco ortodossi utilizzati dall'amministrazione è necessario, fondamentale direi, darci una disciplina che sia inattaccabile e soprattutto produrre "ricchezza" intellettuale e aggregativa (anche senza attendere che un Ente pubblico ci dia i soldi per fare cose..). In buona sostanza bisogna offrire una reale alternativa, non solo agli "alternativi" ma a chiunque.
Il capitolo Apolito poi, merita la stesura di un libro. Quando il “maestro” parla ai suoi alunni con fascinazione delle feste “cafone” che si consumavano nella nostra regione e alle quali conduceva i suoi fans sfegatati a sbronzarsi e fumare, ora dovrebbe riuscire a spiegare per quale motivo la Fiera del Crocifisso (cancellata dal palinsesto salernitano) è meno cafona delle altre feste di tradizione popolare.
Con ossequi carlo
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